Da una parte gruppi di giovani e anche meno giovani finalmente stanno arrivando alla meta che li porta nella loro nuova Farmacia, dall’altra farmacie anche importanti chiudono o portano i “libri” in tribunale.  La domanda «ma chi ve lo fa fare» è probabilmente la più gettonata da chi dipinge quadri a tinte fosche. Ma allora perché le grandi aziende investono risorse importanti per acquisire gruppi di farmacie? Per capire se conviene o non conviene investire in una farmacia è utile guardare i numeri, normale abitudine per chi da sempre si occupa di analisi di mercato. I numeri ci dicono che la farmacia Sistema sanitario-centrica non ha più futuro. Il cambiamento di questi ultimi anni è radicale e strutturato perché si basa su pilastri solidi. Il 76,0% dei consumi in regime di assistenza convenzionata è costituito da farmaci a brevetto scaduto (Osmed) dunque prezzi più bassi e margini più bassi.

E i farmaci nuovi a prezzi alti? Sono tutti targati Ospedale, con una distribuzione diretta e Dpc aumentate del 37% per un valore di 3,3 miliardi di euro. Per anni l’indicatore principe della farmacia è stato il numero di ricette, ma è arrivato il momento di analizzare lo stato di salute della propria farmacia in altro modo. Il mercato globale della farmacia sembra strano ma cresce. Oltre 25 miliardi di euro nel 2015 con un incremento dell’1,6% cioè di 400 milioni di euro (fonte Ims). Crescita dei nutraceutici: un fatturato da 2,5 miliardi. Oltre il 92% del mercato degli integratori è fatto in Farmacia. Un segnale chiaro: non è il mercato del grande distribuzione. Il cittadino vuole un consulente e sceglie la farmacia, lo dicono i numeri. E la cosmetica? Un mercato che in Farmacia che vale 1,8 miliardi di euro e, attenzione, cresce solo in farmacia, perché un cosmetico è sempre più un cosmeceutico che necessità di professionalità e competenze. E il cittadino si fida del farmacista.

E, infine, i servizi. La farmacia è il front office della Sanità è il punto a cui il cittadino si rivolge per il suo bene più prezioso: la salute. È una farmacia nuova quella che oggi si sta costruendo. Una farmacia con meno dispensazione e più consulenza, meno famiglia e più azienda. Un settore dove conviene investire oggi più di prima. E alla base di tutto c’è il cambiamento elemento imprescindibile nella farmacia. Bisogna assolutamente cambiare prima di essere costretti a farlo.

Carlo Ranaudo
Docente di Farmaco-economia Dipartimento farmacia università di Salerno