Analisi e prescrizioni eccessive, degenze dilatate, esami strumentali a volte inutili. Queste le principali fonti di spesa della cosiddetjurata medicina difensiva vale a dire tutto ciò che viene messo in atto non per salvaguardare il paziente o per approfondire una diagnosi ma per pararsi da eventuali richieste di danno e di risarcimento. Si parla di 12-14 miliardi di Euro. Una cifra enorme e in continua crescita che se solo si riuscisse a dimezzare permetterebbe al nostro Sistema sanitario di risolvere quasi tutti i problemi di sostenibilità.

Dopo tanto parlare di proposte di revisione normativa all’improvviso una accelerazione inaspettata. Molte norme del DDL Gelli che doveva finalmente affrontare in via legislativa la questione vengono inserite a dicembre nella legge di Stabilità. In questo modo si sarebbero superati dibattiti parlamentari votazioni emendamenti, ritardi. Tutto OK. Finalmente una cosa rapida e veloce. Macché. Dopo due giorni arriva lo stop. Le norme vengono stralciate e si scopre che servivano solo per giustificare eventuali risorse da impiegare per assumere personale nelle ASL a seguito della applicazione della direttiva europea sulla regolamentazione dell’orario di lavoro dei medici e del personale sanitario. Quanti euro si sarebbero risparmiati e soprattutto come? Nessuna possibile risposta concreta era ipotizzabile pertanto dove era la copertura economica per le assunzioni? Nessuna cifra. Risultato: tutto ritorna come prima. Responsabilità medica e medicina difensiva punto e d’accapo.