(ing. Paolo Rocca Comite Mascambruno)

Le caratteristiche fondamentali delle applicazioni 2.0 sono il contenuto generato dagli utenti e le community che vi si creano intorno, e i concetti alla base di questi elementi sono la condivisione e la partecipazione. Esistono dei rischi molto elevati. Esiste il problema della privacy a fronte di fornitori di servizi che potenzialmente possono sapere tutto degli utenti, interessi e comportamenti on-line, e c’è il rischio che si deleghi troppo alla piattaforma web come database dei file personali, di cui invece ognuno dovrebbe rimanere proprietario, usando sì i servizi web per accedervi facilmente da dovunque, ma non trascurando l’importanza dei backup.

pharma-30Lo user generated content porta poi con sé inevitabili problemi connessi alla qualità, all’attendibilità (in casi di fonti stile Wikipedia o dicitizen journalism); a sovrabbondanza e dispersività che possono causare spaesamento se non rifiuto e alla ridondanza dei dati. Così come le novità introdotte dal 2.0 stanno rimodellando il web esse portano a ridefinire anche il web marketing, che si trova ad operare in un contesto mutato ed ha a disposizione nuovi elementi da sfruttare. Le aziende, allora, hanno bisogno di sapere come utilizzare queste rinnovate applicazioni e funzionalità, e quali vantaggi possano effettivamente ottenerne. Ma ancora prima che in ambito aziendale sono le stesse dinamiche delle relazioni fra persone e aziende ad essere stravolte. Le regole che per tanti anni hanno governato il settore della pubblicità, come la copertura del target e la frequenza di ripetizione del messaggio, nella realtà del web 2.0 perdono la loro efficacia in favore di approcci incentrati sull’engagement: cioè il coinvolgimento personale.

Senza pretese di dettaglio è possibile definire specifici ambiti dov’è possibile operare in questi ambiti traendo innumerevoli benefici. Possiamo effettuare un’analisi di contesto (es.: la definizione del potenziale commerciale e la pressione competitiva nei mercati in cui un’azienda opera in funzione del proprio sistema di offerta) e un’analisi di tendenza (es.: analisi predittive sui mercati potenziali, oppure la valutazione delle performance della propria rete commerciale e distributiva in funzione del potenziale espresso dal territorio, oppure consumi medi del prodotto/settore in aree geografiche ancora non coperte, ecc.). Analisi di posizionamento (es.: visualizzazione dei livelli di concentrazione della forza vendita o della distribuzione logistica dei prodotti nel territorio, anche in confronto con la concorrenza, ecc.). Ancora possiamo effettuare una Psicodemografia e analisi spettrale dei consumi (es.: per intraprendere azioni per aumentare la fidelizzazione dei propri clienti ed acquisire quote di mercato), una verifica/simulazione di apertura di nuove attività commerciali (es.:. area di gravitazione di un Punti Vendita, oppure la razionalizzazione della rete di vendita ed ottimizzare il presidio commerciale, oppure l’individuazione del dove aprire un nuovo Punti Vendita in funzione della concentrazione del target, attività tipica svolta dalla GDO – Grande Distribuzione Organizzata, ecc. E infine possiamo adoperare questi strumenti per l’organizzazione visite della clientela, in ambito SFA – Sales Force Automation.